mercoledì 28 novembre 2012

Set di posate Gio Ponti - Sambonet



nome oggetto: Gio Ponti Sambonet
funzione: posate
disegnato per: Krupp (1955) - Sambonet (1988)
designer: Gio Ponti (1891 - 1979) architetto e designer
anno: 1932


Oggetti d'arte disegnati e dedicati alla tavola, dalle linee moderne per l'epoca in cui furono prodotte,  messe sul mercato nel 1988, attuali ancora oggi in acciaio inox 18/10 lucido. 
Gio Ponti, uno dei maggiori esponenti del Razionalismo Italiano, fondatore della rivista "Domus", ne ha studiato il design ottenendo un equilibrio poetico e formale, come una delle sue architetture. Nel 1932 presenta il progetto, ma solo nel 1955 Krupp di Milano ne avvia la produzione, la parte strumentale di queste posate confluisce nel manico senza interruzioni perchè la progettazione di Ponti lavora su una forma unica e non più sull'assemblaggio di pezzi distinti.

M. Romanelli nel 2001 individua nel design delle posate di Ponti un'opera di mediazione tra il ridisegno delle posate da albergo, caratterizzato da un andamento curvilineo delle parti strumentali, dai manici piatti, dalla coppa capiente del cucchiaio e dai quattro rebbi della forchetta, e il lavoro di "schiacciamento"con conseguente allargamento, che costituisce un altro fecondo filone di ricerca del design della posata.



Il "nuovo modo di pensare questi arnesi, le posate", anzi, la loro "forma perfetta", è questa, dice Ponti

coltello a lama corta con profilo obliquo 
(per tagliare noi usiamo solo la punta della lama, inclinata sul piatto), forchetta a denti corti e un pò concava (per raccogliere il boccone noi usiamo solo la punta dei denti, e nella concavità raccoglieremo anche il sugo).

prodotto da Sambonet dal 1988

dettagli archcook
set posate Gio Ponti Sambonet

Toschi ti invita a partecipare al contest di Natale

venerdì 23 novembre 2012

Plumcake allo yogurt di mirtilli - ilil



Vai a cena da amiche, cibo cucinato sapientemente, buon vino e ottima compagnia. Arriva il dolce, un bellissimo e profumato plumcake al limone e yogurt...mmm! Non c'è verso, di indole testarda, golosa ai massimi livelli mi rimane il pallino del plumcake e lungo tutto il tragitto che mi riporta a casa elenco a bassa voce gli ingredienti mentre i passanti, vedendo le mie labbra muoversi ininterrottamente e i miei occhi persi nel vuoto, pensano che ormai la gioventù di una volta si sia estinta per lasciare spazio a gente senza speranze come me, che girovaga nel cuore della notte parlando da sola.. Burro c'è, uova sì, farina sì, lievito..a pioggia, zucchero dovrebbe, yogurt bianco ..no!! dannazione! però c'è sempre quello ai mirtilli. Peggio di Archimede ai primi esperimenti mi illumino d'immenso! E' fatta! E fu così che tra le 3 - 4 a.m. venne alla luce l'orgoglio della mamma, piccolo e soffice bauletto. Ma come si fa ad aspettare il mattino per fare colazione con un profumo di buono che arieggia in tutta casa? 



Ingredienti
180g farina "00" Molino Chiavazza
60g fecola di patate Molino Chiavazza
250g yogurt ai mirtilli (oppure 125g ai mirtilli e 125g bianco)
3 uova
150g zucchero semolato
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
90g di burro (o 100g d'olio di semi)
zucchero a velo

Procedimento
sbattere le uova insieme a yogurt e burro fatto ammorbidire
aggiungere farina, fecola, zucchero e amalgamare
aggiungere infine lievito e sale
imburrare e infarinare una teglia a cassetta
infornare a 180°C già raggiunti per 45/50 minuti in base al tipo di forno
controllare la cottura solo al termine del tempo di cottura affondando uno stuzzicadente al centro del dolce
far raffreddare e setacciare di zucchero a velo


E come consigliano gli esperti...Non resta che inzupparlo in una tazza di latte!!


dettagli archcook
tazza taglia M, piatto e fiocchetto in lana by vestire la tavola ilil


...e non dimenticate di postare una ricetta per il contest più rosso e spiritoso delle feste!!! regolamento e banner qui

venerdì 16 novembre 2012

Carciofi alla Giudia rivisitati - STAUB



Vi è mai capitato di invitare un uomo a cena e aprendo la porta trovarlo con un mazzo di carciofi in mano?! "Tesoro, ti ho comprato le mammole per cucinare i carciofi alla giudia!!!" Ancora perplessa da tutto quell'entusiasmo...non restava altro che rimboccarsi le maniche e obbligarlo a indossare la tenuta da casa per ripulire con grazia e rigore gli austeri componenti dell'inaspettato omaggio...floreale. Una rivisitazione dei Carciofi alla Giudia, una ricetta a modo mio, meno olio del previsto, nessuna frittura, un pentolino speciale in ghisa STAUB che mantiene il calore alla perfezione senza compromettere il risultato finale!


Ingredienti_2 persone

4 carciofi romani o "mammole"
0,5 lt olio extra vergine d'oliva
1 limone spremuto
prezzemolo fresco
vino bianco
pepe
sale



Procedimento

eliminare le foglie più esterne e coriacee dei carciofi
eliminare il gambo lasciandone solamente un centimetro in modo da tenere unite le foglie
immergere le mammole mondate in acqua acidulata, acqua e limone spremuto, per 10 minuti

sciacquare sotto acqua corrente i vostri cuori di carciofo e asciugarli
versare l'olio nel tegame e nel frattempo aggiungere i carciofi che dovranno essere 
immersi nell'olio fino a metà a testa in su
scaldare l'olio ad una temperatura a 100°C (non devono friggere)
seguire la cottura (15 minuti) muovendo i carciofi con una forchetta per permettere la cottura 
del carciofo per interno nell'olio
verificare la cottura infilando i rebbi della forchetta alla base del carciofo, se di consistenza tenera potrete scolare con una schiumarola, aprire delicatamente le foglie più interne, salare, pepare e aggiungere un cucchiaino di prezzemolo tritato fresco
farli riposare per 2 minuti in attesa che si insaporiscano, spruzzare con un po' di vino bianco
immergere nuovamente nell'olio a temperatura maggiore per 1 minuto ciascun carciofo
rimuoverli dall'olio, scolarli accuratamente dall'olio in eccesso e servire  



Dalla storia...
I Carciofi alla Giudia, che fanno parte della tradizione ebraica romana, venivano preparati dalle famiglie appartenenti al ghetto ebraico a Roma per la ricorrenza dello Yom Kippur. Si tratta della festa  dell'espiazione, che prevedeva un giorno di digiuno, astinenza e riposo, dedicato solo alla preghiera e al raccoglimento. Al termine della giornata per gli ebrei romani era consuetudine preparare le mammole la cui ricetta prese il nome di Carciofi alla Giudia. 

Sapevate che...
Nel 2002 i cimarola o mammole, ossia carciofi romani sferici e senza spine, hanno ottenuto il riconoscimento a livello europeo di Identificazione Geografica Protetta IGP.

giovedì 15 novembre 2012

Un Natale ...spiritoso - contest Toschi





Manca poco più di un mese a Natale, meno di un mese a Santa Lucia, qualche settimana alla Festa dell'Immacolata, un mese e mezzo alla notte di San Silvestro, quasi due mesi all'Epifania...quindi???
Pranzi, feste e cene saranno all'ordine del giorno e già so che non darete tregua ai fornelli per un bel po'!

Perfetto, siete sulla pagina web che fa al caso vostro, in collaborazione con Toschi sono lieta di invitarvi alla raccolta più Natalizia della blogosfera! Basta seguire qualche semplice regola e rispolverare il ricettario di mamma e nonna!


Regolamento
contest dedicato ai foodbloggers
prelevare il banner da inserire sia nella ricetta sia nel vostro blog con link a questo post
inserire il link della ricetta ai commenti di questo post
data inizio 15.11.2012 data fine 15.01.2013 non oltre le h 24
la ricetta deve essere dedicata alle feste, potete scegliere UNA sola ricetta dall'antipasto al dolce!
la ricetta dev'essere descritta e immortalata con cura!
un po' di tradizione e spirito non guasta...


Gradito (non obbligatorio)
ricetta inedita
la ricetta deve contenere il colore ROSSO (condimenti, guarnizioni, frutti ecc.)
diventare sostenitore di archcook

Chi Vince?
Chi avrà saputo proporre una ricetta originale, antica o rivisitata, ben presentata e fatta diventare attuale con ingredienti genuini...attenzione alla fotografia! anche l'occhio vuole la sua parte!!

Cosa si Vince?


mercoledì 14 novembre 2012

U...Nespresso, what else?



nome oggetto: U
funzione: macchina espresso a capsule
disegnato per: Nespresso

interpretata da: Odoardo Fioravanti designer
anno: 2012





Odoardo Fioravanti si definisce "… uno rimasto senza hobby." perché il suo lavoro è la sua passione. Come la passione che il team del Centro Stile di Nespresso ha applicato nel portare alla luce la nuova creazione dell'azienda.

"una macchina compatta che ricorda una piccola architettura, come un landmark domestico, punto di riferimento cui volgere lo sguardo. Si tratta proprio dell'hub che permette a chiunque di accedere facilmente al mondo Nespresso: forse per questo la sagoma di U fa pensare a una porta o a un piccolo totem rassicurante." racconta il designer secondo cui: "spesso si confonde il significato della parola design, ma usando questa macchina si scoprono giorno dopo giorno i piccoli dettagli che fanno la differenza e che vengono incontro all’utilizzatore, come se si trattasse un dispositivo capace di un rilascio prolungato di bellezza. Così i cassetti che tornano in sede grazie a piccoli inserti magnetici, il serbatoio orientabile, la linguetta di chiusura a scatto sono sorprese come scintille che si accendono tra le mani dell’utilizzatore creando una piccola magia."  

Con U, Nespresso non solo porta il piacere del caffè in casa, ma lo personalizza attraverso l'eleganza e semplicità della cura dei dettagli quasi impercettibili ma che lasciano il segno.
L'interpretazione di un gesto quotidiano che dopo 50 anni permane nelle case degli italiani, un rituale irrinunciabile e ripetibile nel corso della giornata, che grazie all'evoluzione degli strumenti in gioco si è trasformato in un azione automatica, 'pulita' grazie alla praticità delle capsule che consente di mantenere intatta l'aroma del caffè. 
Tra le varie caratteristiche tecniche, U memorizza la lunghezza del caffè preferito, si preriscalda in 25-30 secondi, non gocciola, ha un’interfaccia comandi touch, un supporto per tazze e tazzine rimovibile grazie al nuovo sistema a magneti per le ricette a base latte.
Le linee minimal e la gamma dei colori a disposizione garantiscono la massima adattabilità agli spazi abitativi, a voi la scelta! 

Una sensazione rapida, un intenso piacere che dura nel tempo in attesa del prossimo coffee break...
  



venerdì 9 novembre 2012

I vincitori sul podio del contest "Sapori di fine Estate"




Innanzitutto vorrei ringraziare tutti quanti voi per aver accettato di condividere su archcook una vostra ricetta malinconicamente dedicata alla fine dell'estate! Sentitevi in parte responsabili per il languorino seguito da fame devastante, che si è scatenata tra la giuria durante la selezione delle ricette vincitrici. Di particolare aiuto per la buona riuscita del contest grazie alla qualità dei premi messi in palio per voi,   erresse-shop.

Lo so, lo so, siete impazienti di conoscere chi ha avuto la fortuna di salire sul podio, poichè tra le tante proposte è stato un piacere osservare i colori delle verdure e delle spezie che popolano le nostre tavole durante la stagione più calda dell'anno. E dunque...


1° classificato
per aver pensato ad una ricetta, semplice, leggera ma sfiziosa, versatile, solare, da presentare in tavola durante un tramonto con aperitivo tra le mani, trionfo dei prodotti della terra, reso ancora più accattivante dall'immagine nitida che concentra l'attenzione sul contenuto del piatto... 

Patè n'est pas gras dal blog Mipiacemifabene;)





2° classificato
ha trovato la sua dimensione con graziose focaccine chiamate arepas, presentate deliziosamente, raffinate e al contempo ricche di gusto, facili da trasportare e ripetibili in breve tempo...Sapori di fine estate e non solo.

Arepas di pesce speziato dal blog Mon petit bistrot


3° classificato
sopra una tavola di legno grezzo, un piatto color tortora accoglie una soffice porzione di clafoutis, il colore sgargiante delle uova miste alla panna mettono in risalto la dadolata di verdure all'interno invita all'assaggio attraverso la forchetta pronta all'uso.

Clafoutis alle verdure dal blog Farina, lievito e fantasia


Invito le vincitrici a trasmettere via mail archcook.info@gmail.com i loro recapiti per poter spedire al più presto i premi! Ancora complimenti a tutti e vi invito a rimanere connessi alla pagina facebook archcook...un nuovo contest in arrivo, verso le feste, in collaborazione con Toschi ...il premio sarà gustosissimo!

dove trovare i premi!
clicca sull'immagine o qui


martedì 6 novembre 2012

Vellutata di cavolfiore per affrontare i primi freddi - ZWILLING J.A.HENCKELS




Pioggia, sole, pioggia, vento, sole, temperature che oscillano, cappotti che riprendono forma dopo mesi nell'armadio e chi ancora gira spavaldo con giacca di pelle, confuso da quelle giornate dall'aria frizzante.
Un anticipo di inverno da fronteggiare a tavola scegliendo ingredienti di stagione e rispolverando ricette ricche di ingredienti, non sempre light...
Tra i banchi del mercato, nonostante il mio aspetto obrobrioso..montgomery (e fin qua ok..), ugg, doppia calzamaglia, sciarpone avvolto fino alle sopracciglia, cappuccio, sono stata 'rapita' da un simpatico venditore che con accento indefinito mi ha mandato completamente in tilt (sarà stato il "ehi bella signorina...!" bella a chi?) proponendomi tutta la merce esposta sul bancone con frasi tipiche di chi vuole, a tutti i costi, mandarti a casa con 3 sacchi colmi ...a rischio d'ernia!!

Però si sa...anche l'occhio vuole la sua parte e con lo stomaco, già brontolante, ho ceduto alle parole dell'omino puntando il dito verso un meraviglioso cavolfiore, bianco e verde, che troneggiava tra tutti gli altri ortaggi.


Ingredienti

1 cavolfiore
4 patate grandi 
1 porro
2 spicchi d'aglio
30g di burro
1dl panna fresca
1dl latte
fette di pane con crosta
erba cipollina
olio evo
sale


Procedimento

mondare il cavolfiore e porro, pelare le patate
spezzettare grossolanamente il primo, affettare finemente il porro e tagliare una dadolata di patate
in una casseruola fare imbiondire il porro con aglio 'svestito' e schiacciato, un filo d'olio e burro
aggiungere cavolfiore e patate, versare acqua nella casseruola fino a ricoprire a filo la verdura 
portare a ebollizione, salare

abbassare la fiamma al minimo e fare sobbollire per altri 30 minuti
lasciare intiepidire e frullare
aggiungere panna e latte e rimettere sul fuoco per altri 8 minuti a fuoco medio

nel frattempo con coltello da pane con lama alveolata tagliare la fetta di pane a modi crostino e farlo saltare in padella antiaderente con un filo d'olio perchè diventi croccante e profumato

versare la vellutata in ciascun piatto guarnendo con crostini, erba cipollina tagliata al momento e un filo d'olio evo





dettagli archcook
Zwilling J.A.Henckels 
ciotole e piatto Ikea
tovaglietta bottone Ilil



con questa ricetta partecipo al contest di Ti Cucino Così: