martedì 30 aprile 2013

Picnic en plein air con il rustico di patate e... - STAUB


Momento conviviale immortalato da Edouard Manet nella sua celebre opera Le dejouner sur l'herbe, il picnic, nato nel '700, per almeno due secoli ha goduto di grande notorietà allentando la rigidità delle regole dettate dal Galateo. Anche se.."pranzo al sacco" non significa dare libero sfogo al proprio lato selvaggio, abbigliamento casual ma chic, si a coperte, cuscini, tovaglie e accessori possibilmente non "usa e getta". Il menù vario prevede un servizio informale e ammette l'uso delle mani per servirsi da mangiare. Via libera a crostini, tartine, paste fredde, fritttate, polpette e rustici. Presa dall'entusiasmo alla vista delle prime margherite in fiore, un rustico patate, erbette, prosciutto cotto e mozzarella, accompagnerà senza torture cinesi un allegro picnic...in un futuro spero non molto lontano!


Ingredienti

1 rotolo di pasta brisè
4 patate medie
100g prosciutto cotto 
2 mozzarelle
400g erbette
noce moscata
timo
origano
sale
burro


Procedimento

Lavare, sbollentare le erbette in poca acqua portata a bollore. Una volta appassite, saltarle in padella con burro, sale, pepe e un pizzico di noce moscata.
Nel frattempo pelare le patate e tagliarle a rondelle spesse 5mm. In un'altra pentola portare a bollore l'acqua, salare leggermente e far cuocere le patate per massimo 8 minuti. Scolare.

Stendere la pasta brisè nella tortiera in ceramica STAUB, ottima per la cottura in forno e meravigliosa soluzione da presentare in tavola, evitando di trasferire il rustico dalla teglia al piatto!

Farcire la torta con uno strato di erbette, uno di prosciutto cotto, uno di mozzarella infine disporre le patata a piacere sulla superficie del rustico. Insaporire con una spolverata di timo, origano, pepe e una presa di sale.
Infornare per 40 minuti a 180°C.



dettagli archcook

lunedì 29 aprile 2013

Filetti di orata al gratin



Se vi sembra di pretendere la luna quando si sente nominare la parola pesce in cucina, niente di più facile e immediato da eseguire di qualche filetto di orata
Sarà capitato a tutti che, disgraziatamente, come alla sottoscritta a giorni alterni, si presenti all'ultimo l'occasione in cui vuoi stupire durante i tragici 90 minuti di pausa pranzo. Tra sacchetti della spesa (spessore 0.0001 mm) sfondati, bottiglie d'acqua rotolanti nel pianerottolo e tachicardia a mille, basta avere a disposizione:

Ingredienti_ogni filetto

filetto di orata

3 cucchiai di pan grattato
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
4 olive taggiasche denocciolate (intere o tritate)
2 capperi schiacciati
3 cucchiai di olio evo
1/4 spicchio d'aglio tritato

Mescolare bene gli ingredienti e dopo aver posato il filetto su teglia rivestita con carta forno, ricoprirlo con il composto ottenuto. Infornare e lasciare gratinare per 15 minuti a 180°C
Servire con un bicchiere di vino bianco fresco!


sabato 20 aprile 2013

Fruta de bomba, la Papaya



Ai caraibi viene chiamata fruta de bomba
I messicani la chiamano melon copote
In Brasile mamao

La papaya protagonista già nel 1519 quando, Hermàn Cortèz, raccontò l'accoglienza degli atzechi durante la conquista del Messico. 
Essi credendolo, una divinità, invitarono Cortèz ad uno ricco banchetto al termine del quale gli offrirono uno strano frutto, molto simile al melone con la buccia dorata e la polpa morbida, per aiutarlo a smaltire il troppo cibo ingerito.

In seguito i semi furono portati a Panama e nella Repubblica Domenicana e la coltivazione si diffuse velocemente nel Sud e Centro America, in Messico, nelle Indie e nelle Bahamas.
Cristoforo Colombo, che la chiamò frutto degli angeli, e Marco Polo ne verificò le sue proprietà contro lo scorbuto, diffuso all’epoca tra i marinai durante le navigazioni.
Un tour tra le bancarelle dei mercati popolate di frutta nostrana ed colorati esemplari tropicali, sarà il punto di partenza. Clima primaverile e voglia di vacanza daranno origine a ricette creative con uno dei frutti più scenografici. 

Consigli archcook
colazione: frullato latte e papaya, coppa di yogurt e papaya
pranzo: papaya acerba affettata finemente in insalata
cena: insalata gamberi e papaya a cubetti
dessert: frolle crema e papaya, mousse di papaya


lunedì 15 aprile 2013

LEMON CURD e FROLLINI



Colorata, vivace e profumata, la Lemon Curd ravviva e adorna crostate, tartellette, frollini, brioche. Tipica crema inglese, immancabile componente sulla tavola con una tazza di tè fumante. Favolosa  combinazione con fragole, frutti di bosco per guarnire frolla preparata in casa. Rispetto alle altre creme ha un gusto deciso e inconfondibile, da poter sostituire le confetture in diverse preparazioni di pasticceria. Per questo motivo non si presta per essere un dessert al cucchiaio.


Ingredienti

200g zucchero semolato
3 limoni media grandezza, non trattati
1 uovo intero
2 tuorli
80 g burro
1 cucchiaio di fecola di patate


Procedimento

Sciogliere a bagnomaria il burro aggiungendo lo zucchero quando inizierà a liquefarsi
In un contenitore a parte sbattere le uova
Dopo aver lavato accuratamente i limoni, unire alle uova la buccia grattugiata e il succo ottenuto spremendo gli agrumi
Aggiungere la fecola 
Dopo mescolato accuratamente limone, fecola e uova, versare il contenuto sul fuoco dove avrete ottenuto una crema uniforme di burro e zucchero 

Continuare la cottura a bagnomaria per almeno 25 minuti mescolando per evitare la formazione di grumi e facendo attenzione che l'acqua del bagnomaria non raggiunga mai il punto di ebollizione.


Dettagli
Quando capisco che la Lemon Curd è pronta? Se immergendo il leccapentola nel contenitore durante la cottura, uno strato di crema aderirà alla paletta. 
Essendo preparata con le uova è consigliabile conservare il vasetto in frigorifero per un massimo di 2 mesi.






venerdì 12 aprile 2013

Bike Tour verso Ventura-Lambrate district - Inner Design



Organizzato da Inner Design, incuranti del cielo gonfio di pioggia sopra Milano, vogliosi di esplorare il capoluogo lombardo durante il Salone del Mobile, chi dall'Olanda, chi dall'Australia, chi dalla Russia, ha preferito salire in sella di una delle biciclette Rossignoli, partner del tour. Ognuna di esse è stata personalizzata dal rivestimento del telaio FIX YOUR BIKE .
Guidato dal designer e ideatore di FixYouBike Danilo Leonardi, il tour ha preso il via...direzione Ventura Lambrate District. Prima tappa al JVstore of JANNELLI&VOLPI, via Melzo 7. Oggetti di design e materiali innovativi si sono alternati tra istallazioni e vetrine dedicate.

Per finire in bellezza allo spazio Presso, via Paolo Sarpi 60, dove un rifocillante pranzetto ha saziato tutti i partecipanti, intorno a un'enorme tavola imbandita.









giovedì 11 aprile 2013

Presso - design e spazi da condividere



Sembra ormai assodato che sempre più di frequente si preferisca riunirsi a casa, tra amici, parenti, per seguire uno sport, organizzare una cena o brindare al festeggiato di turno. Ma se la vostra dimora non consente di aprire la porta di casa a un numero limitato di ospiti, viene in vostro soccorso Presso.
Uno spazio organizzato su due livelli. Su ciascuno di essi sono stati ricreati gli ambienti conviviali della casa: sala pranzo con cucina a vista, salotto, area tv-gioco.

Imponente tavolo, cucina all'ultimo grido, divano confortevole, sala cinema, arredi di design, tutto quello che mette a disposizione del pubblico che desidera vivere per una volta in casa di altri...sentendosi il padrone di una location speciale, calda e accogliente.

In collaborazione con Inner Design, nello spazio Presso sono stati esposti alcuni dei progetti che hanno partecipato al concorso Inner Light Out. 


La tonalità del legno della struttura a vista si ripete nelle note calde del piano del tavolo da pranzo, mentre il candore delle sedute imbottite spezza il legame tra i materiali naturali. Fa da contrasto il lungo divano in pelle marrone. Le tele appese ai muri sono valorizzate come in un museo da faretti con braccio pieghevole. Pavimenti color rovere, piantane stilose. Una stanza per dilettarsi al pianoforte e una sala cinema. I componenti d'arredo provengono dalle migliori aziende del design che hanno creduto al progetto e messo a disposizione i loro pezzi migliori.
Se state meditando sul problema sigarette..un balconcino con sedute da esterni accoglierà i fumatori!! 

Presso
Via Paolo Sarpi, 60
Milano




mercoledì 10 aprile 2013

Lavazza Experience - Fuori Salone 2013



Lavazza Experience, Via Savona 50, Milano, 10 Aprile 2013, ore 10, una splendida location nel Tortona district, un'espresso con Stefano Giovannoni e Davide Oldani. Mai come in questa settimana dell'anno, dove la parola design è all'ordine del giorno, Lavazza ha voluto far incontrare un eccellente, noto designer e uno chef poliedrico, unico nel suo genere, per parlare di Food & Design. Due mondi, due discipline messe a confronto che talvolta, senza fare rumore, si incontrano. L'opinione di Stefano Giovannoni, che da 20 anni si occupa di oggetti per la tavola, collabora con Alessi e ama la pesca, riguardo le dinamiche e le idee originali di uno chef de cuisine stellato Davide Oldani, "filosofo della cucina" e tanto perfezionista da voler ideare personalmente gli "strumenti" della sua tavola.








Design, chimica o magia, dalle sfere di cioccolato presentate sul ciuffo di panna montata alla meringa cotta nell'azoto liquido. Sbalordire, deliziare, emozionare, sembrano i motti scelti da Lavazza.
Dieci diverse cialde in grado di soddisfare qualsiasi desiderio. Non ci sarà il tempo di domandarsi quale scegliere...avvicinandosi ai ragazzi muniti di iPad basterà esprimere le proprie preferenze aromatiche, che in men che non si dica, apparirà il tipo di cialda ideale. Più lunga sarà la tostatura dei chicchi di caffè più il loro colore sarà scuro e l'aroma intenso. 

A seconda della miscela di caffè e all'accostamento con spezie, cioccolato, frutta, fiori, ogni cialda garantirà la realizzazione di un espresso unico, da assaporare nella favolosa location pensata per ospitare il visitatore in un giardino accogliente e confortevole attraverso seleionati complementi d'arredo per esterni. Dal training center Lavazza provengono le ricette per veri capolavori del gusto, grazie all'ultima macchinetta a cialda a Modo Mio, la cremosità del latte è garantita al 100% per mezzo dello speciale bricco con funzione scaldante ed emulsionante.

Imperdibile! qui potrete trovare ulteriori informazioni sul programma dei prossimi giorni!









giovedì 4 aprile 2013

La Superleggera di Giò Ponti - Cassina



nome oggetto: Superleggera
funzione: sedia
disegnato per: Cassina
designer: Giò Ponti (architetto)
anno: 1957

Struttura in legno di frassino e seduta in canna d'india, materiale tipico della sedia Chiavari, risalente al primo '800. Sono stati adoperati solo materiali naturali per la composizione di una sedia esile, la superleggera. Lo stesso autore la descrive con modestia: economica, semplice, sottile, leggera... 1,7 kg  di storia che l'architetto milanese progettò per Cassina. 
Esposta al Museo del Design in versione bianco e nero, diviene modello da collezione. 
Nonostante le apparenze, è molto resistente grazie all'ampia distanza tra le gambe; pare che per testare la sua efficienza sia stata buttata dal quarto piano di un edificio. Lo schienale si curva nella parte superiore per accogliere il corpo seduto.



Formato unico:
L 41
P 46
H 83

Sono disponibili anche le versioni con struttura in frassino naturale e laccato bianco. Ottima soluzione per dotare cameretta, cucina o soggiorno, di un'eccellenza intramontabile del design italiano. Sebbene le linee essenziali ne sottolineino l'estrema purezza, non manca di personalità inserendosi perfettamente in ambienti dall'arredo contemporaneo, minimal, shabby chic, pop, dalle tinte calde o fredde. Sarete voi a scegliere imbottitura e il rivestimento della seduta che più fa al caso vostro.